1^ edizione LedroMan


 

Inutile cercare eufemismi. Chi concepì per la prima volta il triathlon aveva proprio l’intenzione di scoprire fino a che punto l’umana natura sarebbe stata in grado di sopportare grandi fatiche.

La prima curiosità sta proprio nelle origini di questo sport. Tutto cominciò infatti con una scommessa su una spiaggia delle Hawaii: è più faticoso il nuoto, la bici o la corsa? Dall’impossibilità di scegliere nacque l’idea. Era il 1977 e dei militari statunitensi avevano inconsapevolmente gettato le fondamenta di un sport inedito e plasmato una nuova forma di uomo: colui che sarebbe stato in grado di combinare tre faticosissime prove (nuoto, bici e corsa) in un’unica gara, si sarebbe guadagnato il titolo di “uomo d’acciaio”. Ironman.

Il triathlon nacque allora nella sua forma più estrema e iperbolica: 3,8 km a nuoto+180 km in bici+42,195 km di corsa. Un’impresa. Sull’onda di un immediato successo ben presto le distanze però si diversificarono e accanto alla formula “super-lunga” sorsero forme di triathlon più accessibili, una delle quali ha raggiunto nel 2000 la dignità olimpica.

Ed è in una di queste tipologie, quella “sprint” (750 m a nuoto, 20 min bici e 5 mdi corsa), che il triathlon è approdato ufficialmente lo scorso 20 luglio [2014] a Ledro, raggiungendo un trionfo che in pochi si sarebbero aspettati.

“Il triathlon, oltre ad essere uno sport, è uno stile di vita e come tale abbiamo voluto farlo entrare a Ledro dalla porta principale”, afferma con convinzione Carlo Santi, presidente della neonata associazione Triledroenergy. Praticarlo presuppone duri allenamenti, costanza, determinazione. Significa studiare per apprendere le tecniche, armarsi di umiltà e ostinazione per sopportare i dolori del fisico e le sconfitte nel morale, prendere coraggio di fronte a nuovi ostacoli. È uno sport vario, il triathlon, che obbliga a rinnovarsi e a non demordere: dopo il nuoto c’è la bici. E dopo la bici c’è la corsa …

Carlo, Massimiliano e il loro gruppo di amici avevano fin dall’inizio compreso che la valle di Ledro sarebbe stata il teatro perfetto per una manifestazione come quella del triathlon, perché avrebbe valorizzato in un sol colpo il meraviglioso paesaggio e le potenzialità del suo territorio. Ma come di consueto e purtroppo accade, agli entusiasmi e alle passioni, ai progetti e ai sogni, spesso non si concede facili speranze. Superando i numerosi scogli burocratici a quelli economici che spesso accompagnano la promozione di tali eventi, la Triledroenergy è alla fine riuscita a raggiungere il suo obiettivo, arrivando a convincere anche un’amministrazione comunale alquanto diffidente. “Abbiamo dovuto batterci con molta forza e convinzione per far emergere le nostre idee. Ma alla fine i risultati ci hanno dato ragione”.

Che sia stato un gran risultato lo ha dimostrato innanzitutto l’altissimo numero di iscritti: una volta raggiunto il tetto massimo di 300 partecipanti, è stato necessario negare la partecipazione a decine e decine di atleti. Per tutto il resto solo chi ha assistito alla gara può concordare nell’affermare che il Ledroman sia stato uno degli eventi più entusiasmanti e meglio riusciti di sempre. Nonostante il tempo incerto, il 20 luglio 2014 centinaia di persone si sono raccolte alla partenza sulla spiaggia di Pieve, moltissime si sono posizionate lungo il percorso. Erano ledrensi, turisti, giovani e anziani, curiosi e partecipi, emozionati per una manifestazione così inconsueta e, per parecchi, assolutamente sconosciuta . “Come dimenticare il momento della partenza della frazione a nuoto di più di 300 atleti?”, dice Carlo. Quel pomeriggio il pubblico ha assistito a bocca aperta alla vista di un’immensa e brulicante macchia scura, miriadi di braccia e gambe che avanzavano freneticamente sul pelo dell’acqua. E poi le bici sfreccianti sulla strada e la lunga colonna dei corridori verso il traguardo.

“Sono stati tanti gli atleti che, a conclusione della gara e nei giorni successivi, si sono complimentati per la riuscita dell’evento. Alcuni di loro, alla prima esperienza nella disciplina si sono detti stregati e di lì a poco si sono iscritti ad altre competizioni. Questo è il ringraziamento più grande”. Ciò che stupisce ancora di più è stata però l’entusiastica partecipazione del pubblico, che numeroso è andato a stringere le mani agli organizzatori. “Ho saputo che una famiglia di Parma, costretta a fermarsi qualche ora in valle a causa della chiusura della strada, ha subito prenotato una settimana di vacanza, perché era rimasti straordinariamente colpita dalla nostra gente e dal nostro paesaggio”. Non ho nascosto un sorriso: spesso ci convinciamo che i turisti arrivino in valle per raggiungere una silenziosa pace dei sensi!

Ecco dunque un altro motivo per cui questo sport appare così sorprendente. A dispetto della sua impronta altamente selettiva, che presuppone atleti abili in ben tre discipline, il triathlon è capace di affascinare il pubblico, regalando uno spettacolo agonistico unico nel suo genere, e di esaltare paesaggi naturali rendendoli vivaci e dinamici.

“Siamo molto legati al nostro territorio e alla sua gente e con questa avventura crediamo di riuscire a far apprezzare nel modo migliore ciò che di inimitabile la valle sa offrire. Siamo una società ambiziosa e puntiamo ad arrivare molto in alto, per trasmettere a quante più persone la nostra passione per lo sport, il sacrificio e l’amicizia”.